Leggenda vuole che sia stato introdotto a Bassano da Sant’Antonio da Padova, giunto in città per rabbonire il terribile tiranno Ezzelino da Romano, e che qui abbia trovato terreno fertile grazie alle qualità del suolo. Stiamo ovviamente parlando dell’asparago bianco di Bassano DOP, vero fiore all’occhiello della gastronomia del territorio e protagonista indiscusso della primavera e della tavola bassanese.

Divenuto prodotto DOP (denominazione d’origine protetta) nel 2007, l’asparago bianco di Bassano è di colore bianco-rosato, con una lunghezza compresa tra i 18 e 22 cm e con diametro centrale minimo di 11 mm, tenero e dal sapore dolce-amaro. Il turione (la parte commestibile della pianta) deve essere dritto, intero e con l’apice ben chiuso; non deve essere vuoto, né spaccato, pelato o spezzato. Il colore bianco caratteristico dell’asparago di Bassano è ottenuto grazie al metodo di produzione sottoterra: sopra le coltivazioni vengono posti dei teli scuri per evitare che la luce del sole faccia diventare verde l’ortaggio.
La raccolta degli asparagi ha inizio tradizionalmente il 19 marzo, giorno di San Giuseppe, e termina il 13 giugno, quando si festeggia Sant’Antonio da Padova. I turioni vengono  tagliati alla base e raccolti rigorosamente a mano ogni giorno  all’alba, per garantire il massimo della qualità.

La zona di produzione dell’ortaggio è compresa tra i Comuni di Bassano del Grappa, Cartigliano, Cassola, Mussolente, Pove del Grappa, Romano d’Ezzelino, Rosà, Rossano Veneto, Nove, Tezze sul Brenta e Marostica. Il suolo limitrofo al fiume Brenta- che attraversa questi territori – è sabbioso, soffice, ben drenato e poco calcareo. Queste caratteristiche, assieme al clima particolarmente mite, hanno fatto del bassanese la zona ideale per la coltivazione .

In cucina l’asparago si presta bene ad una infinità di ricette: dai classici asparagi e uova- piatto tipico del periodo pasquale-  al risotto  e alla frittata, fino alle creazioni più elaborate e gourmet come le crepes alla crema agli asparagi o il carpaccio di formaggio Asiago ed asparagi.
Il suo sapore delicato ne fa l’ortaggio principe della primavera, perfetto anche come contorno per secondi piatti dal sapore più corposo. L’asparago bianco si abbina perfettamente al vino bianco Vespaiolo, prodotto tipico della zona di Breganze, a pochi chilometri da Bassano.

L’asparago bianco di Bassano è un alimento facilmente deperibile, è consigliato quindi l’utilizzo entro pochi giorni dalla raccolta. Va conservato in frigorifero ad una temperatura di 4° o immerso in acqua fredda.

Concludiamo con qualche piccola curiosità: i primi documenti che attestano la presenza della coltivazione di asparagi nel bassanese risalgono al periodo della Repubblica Serenissima. Una nota di spesa del 1534 così recita: “… per sparasi mazi 130, lire 3 et soldi 10”. Altri documenti testimoniano che alcuni prelati, al ritorno dal Concilio di Trento, si fermarono proprio a Bassano per fare incetta di asparagi, la cui notorietà varcava già i confini delle terre veneziane.

Foto:  Consorzio per la Tutela dell’Asparago Bianco di Bassano DOP